MEDITAZIONE: VERSO L’IGNOTO

A

mo fermarmi a respirare consapevolmente, amo distendere l’ascolto lungo la pelle e dentro le articolazioni, amo seguire l’indolenzimento e sciogliere ciò che si può sciogliere ascoltando ciò che rimane.

Amo il silenzio e la fatica di ricercarlo dopo momenti di intensa attività, specialmente se intellettuale. Ne ho bisogno se vengo da situazioni difficili e allora predisporre un buon luogo mi aiuta a concentrarmi meglio, più ancora camminare e cercare un buon luogo in un bosco o vicino ad un fiume…

Ho amato frequentare meditazioni dinamiche e forme statiche, in dojo/spazio di pratica o in natura, ma a volte anche mimeticamente seduta in un punto della città.

Ho seguito visualizzazioni, percorsi in rilassamento profondo alla ricerca di pezzetti di me.

Ho praticato tecniche di concentrazione, di contemplazione… ogni forma è stata una tessera, molte tessere sono ancora da sperimentare, fino a dove ho colto cerco occasioni per trasmettere… ogni periodo seguendo il tipo di ricerca che più mi risuona.

Yoga é stupore.  Ogni realizzazione è una questione improvvisa ed immediata

L’attimo in cui svolti sulla curva e ti si apre allo sguardo il paesaggio oltre  è comunque un istante. Cogliere il momento di stupore ed assaporarlo, fermarsi di fronte ad una semplice esperienza e gustarne con i sensi la fragranza è il segreto.

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